Non è una celebrazione nostalgica e non è nemmeno una condanna dei giovani. È invece una proposta: osservando i contesti di crescita e gli strumenti psicologici che si sedimentano in epoche diverse possiamo capire perché molte persone nate negli anni 1960 e 1970 mostrano una minore ricerca di validazione esterna rispetto a generazioni successive. Questo pezzo esplora cause ambientali e processi psicologici e aggiunge alcune osservazioni personali su come tutto questo si traduce nella cucina quotidiana della vita e nelle relazioni di tutti i giorni.
Il contesto conta più delle buone intenzioni
Chi è nato tra il 1960 e il 1979 è cresciuto in una società dove la visibilità non era un indicatore automatico di valore. Le giornate venivano riempite senza bisogno di essere testimoniate. Si imparava a gestire la noia, a riparare un oggetto rotto, a risolvere un problema senza un pubblico. Quei saperi pratici non sono banali. Fanno da lo staff tecnico di una sorta di autostima che non ha bisogno di microfoni per esistere.
Un locus of control meno dipendente
La psicologia parla di locus of control per descrivere quanto una persona sente di guidare il proprio destino. Nei contesti in cui le risorse e le aspettative incoraggiano l iniziativa personale la tendenza è a sviluppare un locus interno. Molti nati negli anni 60 e 70 sperimentarono questo tipo di ambiente. Non dico che fossero tutti più forti o più felici. Dico che, spesso, hanno imparato a completare una giornata senza cercare l approvazione immediata di altri.
La stabilità interna si costruisce con pratiche quotidiane ripetute non con posti di lavoro o like. Questo è ciò che vediamo nei dati longitudinali che misurano valori e motivazioni nel tempo. Dr. Elena Moretti Psicologa sociale Universita degli Studi di Milano
La frase qui sopra non pretende di chiudere il discorso. Piuttosto riassume un punto: sono i piccoli gesti e le routine che producono una disposizione mentale capace di auto convalida.
La tecnologia come amplificatore di bisogni esterni
Non è colpa di qualcuno in particolare. La tecnologia ha semplicemente reso remunerativa la visibilità. Se sei cresciuto in un mondo dove raccontare era opzionale hai meno probabilità di sovrapporre la tua immagine agli strumenti che chiedono attenzione. Le generazioni più giovani hanno imparato a negoziare autostima in spazi pubblici digitali. Questo cambiamento di economia sociale modifica la frequenza con cui si cerca conferma esterna.
Il valore dell esperienza non documentata
Chi è nato negli anni 60 e 70 spesso ci racconta delle mattine del sabato passate a sistemare qualcosa in casa senza scattarne una foto. Quelle mattine senza testimoni hanno formato un tipo di soddisfazione che non richiede un commento per essere vera. È un fatto psicologico che la gratificazione diretta dell azione rafforzi la motivazione interna. Chi ha esperienza diretta di questo meccanismo tende a non rintracciarne il valore fuori dal sé.
Non è tutto rose e fiori. Ci sono ombre difficili da ignorare
Imparare a non dipendere dalla validazione esterna non equivale a non aver mai avuto bisogno. Alcune pratiche educative di quegli anni erano fredde o eccessivamente punitive. Per certi individui la minore richiesta di approvazione è nata da un ripiegamento difensivo piuttosto che da una solida autostima. Non è il classico racconto eroico. È una combinazione di fattori e la psiche umana ama soluzioni miste.
Non possiamo ridurre tutto a un coraggio generazionale. Spesso la differenza sta nella natura delle relazioni primarie e nella disponibilita di strumenti per regolare le emozioni. Prof. Marco Rinaldi Clinico e docente Scuola di Psicoterapia Interazioni
Questa osservazione clinica mi sembra utile perché sposta l attenzione dalle etichette generazionali ai processi relazionali. Se semplifichiamo dicendo soltanto che i nati negli anni 60 e 70 sono meno bisognosi di approvazione rischiamo di perdere traiettorie individuali molto diverse.
La pratica quotidiana della minor ricerca di approvazione
Non è una regola fissa ma un insieme di abitudini: accettare l imperfezione degli oggetti domestici, aspettare senza agitazione risultati immediati, affrontare conversazioni difficili di persona. Questi gesti riducono la dipendenza da feedback esterni. Ho notato nella mia vita personale quanto sia diverso chiedere consiglio a qualcuno e cercare una conferma. C è una delicatezza nella richiesta di parere che non va confusa con il bisogno di essere approvati. Spesso le persone nate in quel periodo sanno fare questa distinzione meglio di altri.
Un piccolo esperimento che suggerisco
Provate a non raccontare un risultato che vi fa piacere per un giorno intero. Notate cosa succede alla soddisfazione interna. Non è un test scientifico ma è rivelatore. Nella mia esperienza funziona spesso per capire quanto la gratificazione sia legata all azione stessa oppure alla sua testimonianza pubblica.
Cosa questo significa per chi lavora con queste persone
Manager, colleghi, figli, partner. Capire che una persona ha una diversa soglia di ricerca di validazione aiuta a non fraintendere i silenzi. Non si tratta di diventare soft o indulgenti. Si tratta di riconoscere che una richiesta di conferma non è l unico indice di motivazione. A volte il lavoro ben fatto non arriva con la segnalazione ma parla da sé.
Un invito alla curiosità e non al giudizio
Mi infastidisce la narrativa che polarizza le generazioni in vincenti e perdenti. C è da una parte chi ha sviluppato strategie di auto conferma e dall altra chi convive con strumenti nuovi che richiedono alfabetizzazioni emotive diverse. Ogni epoca forma risorse utili e lacune. Chi è nato negli anni 60 e 70 porta strategie importanti per una società che ha perso parte della sua pazienza di fondo. Ma questo non li rende immuni ai problemi o migliori per definizione.
Tabella riassuntiva delle idee chiave
| Idea | Perche conta |
|---|---|
| Contesti senza visibilita | Favoriscono un senso di valore che non dipende dal pubblico |
| Locus of control interno | Promuove azioni motivate da criteri personali |
| Tecnologia come amplificatore | Ha aumentato la richiesta di conferme sociali nelle generazioni successive |
| Ombre storiche | Alcune pratiche educative hanno prodotto ritrosia piu che autostima |
| Pratiche quotidiane | Rituali semplici sostengono l autovalidazione |
FAQ
Perche molte persone nate negli anni 60 e 70 sembrano meno interessate ai like e alle approvazioni sociali?
Perche sono cresciute in contesti dove l attenzione non era la moneta quotidiana. L assenza di strumenti di amplificazione personale ha favorito la costruzione di soddisfazioni interiori legate all azione. Questo non e universale ma e una tendenza osservabile nella combinazione tra ambiente sociale e pratiche quotidiane.
Significa che queste persone non hanno mai bisogno di feedback?
No. Il bisogno di feedback e umano e trasversale. Qui si parla di frequenza e dipendenza. Alcune persone di questa coorte sono piu autonome nella regolazione emotiva e cercano meno conferme continue. Altri hanno sviluppato una chiusura che maschera un forte bisogno non espresso.
Posso imparare a dipendere meno dalla validazione esterna se non sono di quella generazione?
Sì ma non e un trucco istantaneo. Si tratta di pratiche ripetute che cambiano la relazione con il desiderio di essere visti. Piccoli esercizi di discrezione sociale e atti che producono soddisfazione immediata possono rinforzare l autostima interna. Non e una prescrizione magica ma un percorso pratico.
Come evitare di idealizzare troppo chi e nato negli anni 60 e 70?
Osservando con curiosita e distinguendo tra risorse psicologiche e limiti storici. Non ogni comportamento di una generazione e virtuoso. Alcune strategie nascono da carenze emotive. Serve realismo e attenzione alle differenze individuali.
Che ruolo giocano le relazioni familiari in tutto questo?
Un ruolo centrale. Le prime relazioni modellano i modi in cui si cerca o si evita la conferma esterna. Genitori che valorizzano l autonomia favoriscono un approccio diverso rispetto a genitori che premiano solo il successo pubblico. Le storie personali contano moltissimo.
Lascio aperta una domanda finale: se la societa riassesterà il valore della pazienza e del lavoro non documentato allora potremmo recuperare qualcosa di utile per tutti. Oppure inventeremo altre forme di visibilita che sostituiranno quelle presenti. Non so quale strada prevarra. Ma penso sia importante guardare con meno fastidio e piu curiosita a chi ha imparato a cavarsela senza applausi.

