Mi sveglio, guardo le notifiche, preparo un caffè, rispondo a una mail mentre ascolto una chiamata e penso che tutto sommato sto vincendo la giornata. Poi verso le cinque del pomeriggio mi sorprendo a fissare il nulla con una stanchezza che non ha origine nel corpo ma in qualcosa che è stato spremuto lentamente: la capacità di sentire. Questo articolo non è un elenco di consigli banali su come spegnere il telefono. È un’osservazione personale incrociata con dati scientifici e qualche verità scomoda sulla natura del multitasking e sulla sua relazione con la fatica emotiva.
Una definizione che inganna
Parliamo di multitasking come se fosse una qualità positiva. In realtà il cervello non svolge due attività cognitive complesse simultaneamente. Cosa chiamiamo multitasking è molto spesso un rapidissimo alternarsi di compiti, un continuo spostamento di attenzione che chiamiamo task switching. Questo continuo salto sottrae risorse emotive più di quanto pensiamo. La frase che uso spesso quando mi confronto con amici e colleghi è semplice e brusca: il multitasking ti prosciuga.
Perché non è solo stanchezza mentale
Quando cambio attività ripetutamente non solo consumo glucosio o ossigeno cerebrale. Succede qualcosa di più sottile. Le emozioni vivono su connessioni che hanno bisogno di continuità temporale per emergere e metabolizzarsi. Interrompi quelle connessioni con mille micro distrazioni e il risultato non è una semplice perdita di produttività. È un appiattimento emozionale. Non senti più niente con la stessa intensità. Le cose ti rimbalzano addosso come fotografie sbiadite.
Una voce autorevole
“You don’t actually multitask you task switch. This wastes time makes you error prone and decreases your ability to be creative.” – Earl K Miller Professor of Neuroscience The Picower Institute for Learning and Memory MIT.
Quando un neuroscienziato di quel livello dice qualcosa, vale la pena fermarsi. Non perché voglia imporre regole morali ma perché mette ordine su ciò che accade dentro la nostra testa quando crediamo di saper fare più cose insieme. Il punto qui non è rinunciare alle tecnologie. È riconoscere che ogni salto di contesto ha un prezzo che spesso paghiamo in termini emotivi e non solo cognitivi.
La fatica emotiva è diversa
La fatica mentale si misura con errori o tempi di reazione. La fatica emotiva si manifesta in modi più evasivi: irritabilità improvvisa, senso di vuoto, difficoltà nel sentire empatia o perfino un lieve distacco dalle persone più care. Ho visto colleghi eccellenti diventare più cinici semplicemente perché erano costantemente interrotti. Il cinismo non è una strategia. È una conseguenza.
Il consumo di risorse non è uguale per tutti i compiti
Non tutti i salti costano uguale. Rispondere a una notifica social mentre ascolto musica può non avere lo stesso prezzo emotivo che spostare l’attenzione da una conversazione profonda a una mail. Ogni attività richiama reti neurali diverse. Gli switch tra reti diverse sono i più costosi. E sono anche quelli che lasciano tracce più profonde sulla nostra capacità di sentire.
Un altro parere che punta sull energia
“Every activity we do uses a different set of cognitive resources. If I do email Im using one set of cognitive resources. If Im reading a report Im using a different set of resources.” – Gloria Mark Ph D Professor Department of Informatics University of California Irvine.
La citazione di Gloria Mark non è un semplice richiamo a lavorare meglio. È un promemoria pratico: le nostre azioni non sono neutre l’una rispetto all’altra. Le combinazioni improprie consumano risorse che, quando non vengono ricaricate in modo consapevole, diventano meno disponibili per la sfera emotiva. Questo spiega perché, dopo giornate di caos informativo, non riusciamo a gioire davvero di una bella cena o a rimanere presenti in una conversazione privata.
Osservazioni personali che non troverai spesso
Ho notato che la fatica emotiva da multitasking non colpisce solo il lavoro. Colpisce i rituali. Le feste, le passeggiate, i pasti diventano scene sfocate. Cioè perdiamo la microprogressione emotiva: quei piccoli gesti che cumulati costruiscono piacere o tristezza autentica. Per qualche mese ho provato a testare intenzionalmente il contrario. Ho messo dei limiti agli switch e ho lasciato che certe attività si svolgessero senza intrusioni. Non è stato tutto magico. Però ho recuperato delle piccole variazioni emotive che credevo perdute. Il mondo non è più intenso come quando ero ventenne ma certe differenze sono nette e riposanti.
Non è una questione di forza di volontà
Spesso si colpevolizza la persona. E io stesso ho avuto la tentazione di dirmi che mancava solo disciplina. La realtà è più pragmatica. Le interfacce, le app, le abitudini sociali creano un flusso che ci mette in una posizione di reattività costante. Non è moralmente peggiore chi risponde subito. È un ambiente progettato per sottrarre continuità emotiva.
Strategie che non suonano come istruzioni da guru
Non darò un elenco. Dico solo questo. Se vuoi ridurre la fatica emotiva agisci su due fronti insieme. Primo modifica il contesto. Piccoli vincoli ambientali funzionano meglio di grandi proclami. Secondo pratica una selezione consapevole di compiti durante le tue finestre di picco emotivo. Non è una terapia. È sperimentazione. Se qualcosa funziona lo tieni. Se no lo lasci andare.
Conclusione aperta
Multitasking e fatica emotiva sono collegati non solo da un nesso di causa effetto immediato ma da una dinamica cumulativa. Non è sufficiente occasionalmente fare silenzio. Serve una cura di ciò che chiamo attenzione sostenibile. Non darò ricette definitive. Questo pezzo vuole piuttosto puntare una luce su un fenomeno che abbiamo normalizzato senza chiederci quale prezzo emotivo comporti. La domanda che lascio è pratica e fastidiosa: vuoi davvero continuare a misurare il tuo valore nella capacità di saltare da una cosa all’altra senza perdere nulla dentro?
Tabella riassuntiva
| Idea chiave | Significato |
|---|---|
| Multitasking equivale a task switching | Non siamo simultanei ma cambiamo contesto spesso con un costo cognitivo ed emotivo. |
| Fatica emotiva | Si manifesta come distacco empatico irritabilita e appiattimento emotivo, non solo come stanchezza mentale. |
| Switch tra reti diverse | Quelli sono i piu costosi in termini di risorse emotive. |
| Ambiente e interfacce | Progettazione e notifiche spingono verso la reattivita continua e consumano continuita emozionale. |
| Piccole sperimentazioni | Modifiche pratiche e contestuali spesso funzionano meglio di regole morali. |
FAQ
1. Il multitasking riduce l empatia?
In molti casi si. L alternanza continua di compiti riduce le occasioni in cui un sentimento puo svilupparsi. Quando siamo interrotti costantemente non diamo alla nostra mente il tempo di mappare e metabolizzare le emozioni altrui. Questo non vuol dire che l empatia sparisca per sempre ma diventa meno accessibile e richiede piu sforzo per riemergere.
2. Tutte le persone subiscono la stessa fatica emotiva?
No. Esistono differenze individuali e alcuni soggetti possono tollerare o compensare meglio. Tuttavia la maggior parte delle persone paga un prezzo significativo nel lungo periodo. Non e una gara di forza di volonta ma una questione di configurazione cognitiva e ambientale.
3. Posso allenarmi a diventare un multitasker efficace?
Esistono persone con maggiore predisposizione allo switching efficiente. Ma per la maggior parte degli individui la strategia piu utile e imparare a regolare il contesto e a proteggere alcune finestre temporali per attivita che richiedono continuita emotiva. L allenamento puro non garantisce la conservazione della sensibilita emotiva.
4. La tecnologia e sempre colpevole?
Non sempre. Le tecnologie sono strumenti che amplificano certe abitudini. Possono essere usate per costruire spazi di attenzione o per spezzettare la giornata. La responsabilita e condivisa tra progettisti sociali e utenti. Ignorare il ruolo del design e comodo ma fuorviante.
5. Cosa succede se ignoro questa fatica?
Ignorare il fenomeno porta spesso a un accumulo lento. All inizio sono piccoli segnali come irritazione e distrazione. Poi diventano pattern piu stabili come distacco emotivo o difficolta nel riconoscere i propri stati d animo. Non e una progressione automatica ma e una traiettoria osservata in molti contesti lavorativi e domestici.
6. Ci sono attività che tollerano meglio il multitasking?
Sì. Alcune attività routinarie o automatiche consumano meno risorse emotive se abbinate a compiti a basso carico cognitivo come ascoltare musica senza testo. Ma la combinazione giusta dipende da persona a persona e dal contesto. Sperimentare con consapevolezza e registrare gli effetti e il modo piu onesto per capire cosa funziona.
Se sei arrivato fin qui probabilmente non cercavi una lista di divieti ma una comprensione piu profonda. Prenditi cinque minuti ora e nota come ti senti davvero. Non e un test definitivo. E solo un piccolo esercizio per misurare il prezzo che stai pagando per sentirti produttivo.

